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Gli agrumi sono originari della Cina e dell'India, da dove si diffusero in tutto il mondo. La loro comparsa in Europa si fa coincidere con l'arrivo degli Arabi, intorno al Mille; alcuni studiosi ritengono che la Sicilia sia stata la prima regione italiana a coltivarli, "probabilmente sotto l'influenza islamica prima e normanna poi" . 

     
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Limonaia » TIGNALE » Santa Maria Assunta

La pieve di Santa Maria Assunta

La chiesa, edificata a partire dal sec. IX, sorge a sud-est del centro storico di Gardola. Anticamente era la pieve, dal latino plebs, ad indicare sia il territorio caratterizzato da una precisa struttura organizzativa, sia la comunità ad esso legata, sia l’edificio; da essa dipendevano, secondo la bolla del 1187 di papa Urbano III, le cappelle di San Pietro, San Zenone di Prabione, Santa Maria di Monte Castello, Sant’Ercolano di Campione, San Giorgio in Varolo. A capo della pieve era un ecclesiastico con il titolo di archisprebiter, un “arciprete”; il nome del primo, Domenico, documentato nella bolla del 1187, non è del tutto attendibile.

L’edificio è stato più volte ricostruito nel corso dei secoli; si distinguono la fase altomedievale, quella romanica, l’ampliamento del 1527-28 probabilmente per un incremento demografico, i rifacimenti del 1610-1662, la ricostruzione della metà del Settecento e quella del 1953-54.

Al IX secolo si fa risalire una porzione muraria della primitiva pieve; il campanile è invece romanico, costruito con laterizi di epoca romana e altri materiali di reimpiego. Su un muro della canonica è stata ritrovata a metà Novecento una iscrizione di epoca romana (sec. II-III d.C.) alle dee Fatae, divinità della fecondità, probabilmente le protettrici delle partorienti: “FATIS G. DATRICIBUS” (Alle Fate G[-?] dispensatrici”).

Nell’attuale atrio della chiesa, secondo le ipotesi degli archeologi, si trovava il battistero, dove si celebravano i battesimi. Nella parte interna, invece, la struttura si presenta a navata unica, con quattro altari laterali dedicati al Sacro Cuore e Sant’Antonio da Padova (sulla sinistra), alla Madonna del Rosario e San Francesco (sulla destra). Il quadro più antico è quello dei Ss. Antonio abate, Rocco e Caterina d’Alessandria, che risale al 1530-40; l’opera più importante è la pala dell’altare maggiore, con l’Assunta, firmata da Giovanni Andrea Bertanza e datata 1623.

Nel 1728 si decise l’acquisto di un organo a Bedizzole; lo strumento fu realizzato nel 1750 da Angelo Bonatti, di Desenzano. Colpito da un fulmine nel 1822, è stato restaurato da Giovanni Tonoli (1809-1889), organaro originario di Tignale; l’ultimo restauro a cura di Ezechiele Podavini è del 1988.