Cenni storici della limonaia sulla sponda gardesana del lago di garda

OGNI GIOVEDI'
Visite guidate alle ore 10.30 con degustazione di prodotti tipici.

*su prenotazione presso l'ufficio unico del turismo
 


 

 

Riapertura

Riapre al pubblico, dopo quasi due anni di chiusura la limonaia del Prà de la Fam. Messo in sicurezza e ripulito nei giorni scorsi, lo storico giardino d'agrumi...

1 Luglio 2011

Gli agrumi sono originari della Cina e dell'India, da dove si diffusero in tutto il mondo. La loro comparsa in Europa si fa coincidere con l'arrivo degli Arabi, intorno al Mille; alcuni studiosi ritengono che la Sicilia sia stata la prima regione italiana a coltivarli, "probabilmente sotto l'influenza islamica prima e normanna poi" . 

       
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Cenni storici

La storia dei limoni e delle limonaie sul Garda

Si ritiene che i limoni, e gli agrumi in generale, siano stati introdotti sul Lago di Garda dai Frati Francescani. In queste zone, il primo convento da loro fondato, fu a Gargnano nel 1226: lo testimoniano i bassorilievi raffiguranti il frutto che si trovano sui capitelli delle colonne del chiostro di San Francesco.

La coltivazione del limone a terra ha come limite il parallelo di Napoli: più a Nord di questo può essere effettuata solo in vaso, il quale necessita del riparo di una serra durante l'inverno (come avveniva nelle "Orangerie" toscane o liguri).

Il clima mite del lago sicuramente fece sì che si potessero piantumare in terra queste piante producendo molti più limoni di quelle coltivate nei vasi: si potevano così ottenere fino a 600-800 frutti a raccolta per singola pianta. Questo accade quando la questa gode di un terreno leggero, è ben curata e soprattutto non subisce un' eccessiva aggressione del freddo durante l'inverno. Infatti il limone a 12°C vegeta e a 0°C, per più giorni, muore per via delle sue radici superficiali.

Non si conosce l’ideatore di queste architetture, né quando si iniziò a costruirle, ma già alla fine del 1500 si realizzavano strutture a difesa dei giardini. Verso la metà del 1600 avvenne la costruzione delle prime limonaie con pilastri più alti per consentire alle piante di crescere e all’aria di circolare.

Questa economia si sviluppò sulla sponda occidentale del Lago di Garda fino al punto di divenire di fondamentale importanza per la sopravvivenza economica delle popolazioni locali. La vicinanza con il confine austriaco agevolava l'esportazione di questi frutti nei confronti di quelli prodotti nel Sud d'Italia, fortemente penalizzati dai numerosi dazi imposti dai molteplici statarelli che fino al 1850 componevano la nostra penisola. La richiesta era forte poichè l'alto contenuto di vitamina C permetteva alle popolazioni del Nord Europa di sconfiggere lo scorbuto, non a caso i limoni del Garda venivano esportati ed apprezzati fino a San Pietroburgo.

Con l'unità d'Italia e, in special modo, con la devastante aggressione di una malattia tipica degli agrumi, la "Gommosi", la coltivazione divenne troppo dispendiosa e non remunerativa, per questo fu lentamente abbandonata.

Delle centinaia di limonaie presenti sul Garda un tempo, ne restano attive e visitabili ad oggi solo pochissimi esempi (4 o 5). La Limonaia del Pra dela Fam, tra queste, è la più grande.

Della storia secolare di queste architetture uniche al mondo ci restano tradizioni e aneddoti reperibili visitando l'Ecomuseo.