APERTURA AL PUBBLICO DA
NOVEMBRE 2019 A MARZO 2020
Novembre: Venerdì 1, Sabato 2, Domenica 3, Sabato 30
Dicembre: Domenica 8, Sabato 28
Gennaio: Sabato 25
Febbraio: Lunedì 24, Martedì 25, Sabato 29

Da Gennaio al 13 Aprile 2019
sarà possibile effettuare visite guidate solo
su prenotazione presso l'ufficio unico del turismo
RIAPERTURA GIORNALIERA
14 Aprile 2019

 


 

 

‚Äč

Gli agrumi sono originari della Cina e dell'India, da dove si diffusero in tutto il mondo. La loro comparsa in Europa si fa coincidere con l'arrivo degli Arabi, intorno al Mille; alcuni studiosi ritengono che la Sicilia sia stata la prima regione italiana a coltivarli, "probabilmente sotto l'influenza islamica prima e normanna poi" . 

       
Iscriviti alla news letter
Accetto condizioni sulla privacy. Leggi

Limonaie del Garda

Le limonaie del Garda

La coltivazione del limone a terra ha come limite il parallelo di Napoli: più a nord si effettua in Liguria e in Costa Azzurra, oppure in vaso, per cui necessita del riparo di una serra durante l’inverno (come avveniva nelle "Orangerie" toscane o del nord Europa).

Si ritiene che i limoni siano stati introdotti sul lago di Garda dai frati del Convento di San Francesco di Gargnano alla fine del sec. XIII: lo testimoniano i bassorilievi raffiguranti il frutto sui capitelli delle colonne del chiostro.

Il clima mite del lago sicuramente fece sì che si potessero piantumare in terra queste piante, ad esempio anche a Maderno e a Toscolano, producendo molti più limoni di quelle coltivate nei vasi: si potevano così ottenere in un anno fino a 600-800 frutti per pianta. Questo accade quando la pianta gode di un terreno leggero, è ben curata e soprattutto non subisce un’eccessiva aggressione del freddo durante l’inverno. Infatti il limone a 12°C vegeta e, a 0°C per più giorni, muore per via delle sue radici superficiali.

Già alla fine del 1500 si cominciarono a realizzare sull’Alto Garda particolari strutture a difesa delle piante, le limonaie, con pilastri sempre più alti per consentire alle piante di crescere e all’aria di circolare.

La coltivazione e il commercio dei limoni si svilupparono sulla sponda occidentale del lago fino a divenire di fondamentale importanza per l’economia delle popolazioni locali. La vicinanza con il confine austriaco agevolava l’esportazione dei frutti nei confronti di quelli prodotti nel Sud d’Italia, fortemente penalizzati dai dazi imposti dai molteplici staterelli che fino a metà Ottocento componevano la nostra penisola. La richiesta era forte per l’alto contenuto di vitamina C, particolarmente richiesta a scopo medicinale, in particolare per sconfiggere lo scorbuto. I limoni del Garda venivano esportati ed apprezzati fino a San Pietroburgo.

A seguito della devastante aggressione della gommosi, una malattia che si diffuse a partire dal 1855, poi con l’unità d’Italia e la conseguente concorrenza dei limoni meridionali, con l’aumento dei costi della manodopera e con la scoperta dell’acido citrico sintetico (1893) la coltivazione divenne troppo dispendiosa e non remunerativa; per questo fu lentamente abbandonata.

Delle centinaia di limonaie presenti sul Garda un tempo, oggi ne restano attive e visitabili solo quattro o cinque. La limonaia del Pra dela Fam è la più vasta.

La limonaia del Pra dela fam

La vasta serra, ubicata in riva al lago, a monte della strada Gardesana, tra le rocce a picco sulla distesa d’acqua, in stretta connessione con esemplari secolari di cipresso in gruppo, risulta di notevole interesse paesaggistico-architettonico. La limonaia costituisce il primo esempio di struttura museale realizzato dalla Comunità Montana dell’Alto Garda Bresciano nel 1985 con i lavori di recupero delle tre terrazze (còle) inferiori del Giardino Nuovo. Dopo interventi di consolidamento strutturale e di rimozione sia degli alberi morti per il gelo sia della vegetazione infestante, si sono ripristinati gli elementi fissi di copertura e si sono ricostruiti, su modello di quelli storici, i serramenti del fronte solare. Da allora la limonaia viene coperta e chiusa secondo le tecniche tradizionali.

Il giardino è stato dotato di impianti di illuminazione, di irrigazione automatica e di riscaldamento ad aria, che ha sostituito i fuochi di un tempo durante le notti più fredde.

Al Pra del fam sono presenti 88 piante di agrumi (nella maggioranza limoni, ma anche aranci amari e dolci, cedri, pompelmi, mandarini e bergamotti). Le piante, disposte secondo il tradizionale sesto d’impianto e sorrette dalla storica incastellatura lignea, provengono da un vivaio della Liguria.